PTOF Obiettivi

Linee essenziali del

Piano Triennale dell’Offerta Formativa

A.S. 2017-2018

approvato dal Consiglio di Istituto nella seduta del 14-10-2016

(e successive modifiche e integrazioni nella seduta del 26-10-2016

e del 31-10-2017 )

Priorità, traguardi e obiettivi

Il presente Piano parte dalle risultanze dell’autovalutazione d’istituto, così come contenuta nel Rapporto di Autovalutazione (RAV), presente sul portale Scuola in Chiaro del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, e pubblicato all’Albo elettronico della scuola dove è reperibile all’indirizzo: www.ipsialevi.gov.it.

In particolare, si rimanda al RAV per quanto riguarda l’analisi del contesto in cui opera l’istituto, l’inventario delle risorse materiali, finanziarie, strumentali ed umane di cui si avvale, gli esiti documentati degli apprendimenti degli studenti, la descrizione dei processi organizzativi e didattici messi in atto.

Si riprendono qui in forma esplicita, come punto di partenza per la redazione del Piano, gli elementi conclusivi del RAV e cioè: Priorità, Traguardi di lungo periodo, Obiettivi di breve periodo.

Le priorità che l’Istituto si è assegnato per il prossimo triennio sono:

  • Diminuzione della dispersione scolastica;
  • Competenze sociali e civiche: rispetto delle regole, capacità di creare rapporti positivi con gli altri, costruzione del senso di legalità;
  • Facilitazione nell'inserimento nel mondo del lavoro.

I traguardi che l’Istituto si è assegnato in relazione alle priorità sono:

  • Ridurre di 2 punti percentuali il numero di abbandoni nel triennio 2016-2018;
  • Accrescere negli alunni il senso di appartenenza, di legalità e di conoscenza dei principi costituzionali;
  • Rafforzare i rapporti con il territorio, promuovendo progetti di collaborazione con enti e istituzioni, prevedendo anche periodi di formazione in sito.

Le motivazioni della scelta effettuata sono le seguenti:

L'IPSIA “Primo Levi” si caratterizza accogliente, inclusiva e dinamica: in relazione alla dispersione scolastica, i dati della scuola mostrano una situazione in linea con quella nazionale. E' dovere istituzionale analizzare a fondo le cause degli abbandoni e mettere in campo tutte le strategie per favorire il successo scolastico e formativo. Occorre individuare le fasi in cui avvengono le maggiori variazioni della regolarità e quali effetti producono nella carriera scolastica. Il rafforzamento del senso di appartenenza e la convinzione che il rispetto delle regole sia caratteristica prioritaria del profilo dello studente in uscita sono funzionali sia alla diminuzione degli abbandoni sia a un più agevole inserimento nel mondo del lavoro.

Gli obiettivi di processo che l’Istituto ha scelto di adottare in vista del raggiungimento dei traguardi sono:

  • Adottare la certificazione delle competenze e utilizzare la quota di flessibilità nella determinazione dei percorsi di studio [curricolo, progettazione e valutazione];
  • Potenziare la didattica laboratoriale e promuovere lezioni a studenti suddivisi in fasce di apprendimento [ambiente di apprendimento];
  • Promuovere attività di integrazione e dialogo tra diverse etnie [inclusione e differenziazione];
  • Implementare attività motivazionali e di orientamento/ri-orientamento con particolare riferimento ad alunni con difficoltà educative [continuità e orientamento];
  • Promuovere attività di alternanza scuola-lavoro [continuità e orientamento];
  • Rispondere alle esigenze del territorio, promuovendo la formazione delle figure professionali a più elevato indice di occupabilità sul territorio [orientamento strategico e organizzazione della scuola];
  • Promuovere la formazione in servizio del personale [sviluppo e organizzazione delle risorse umane];
  • Promuovere percorsi di stage [integrazione con il territorio];
  • Rafforzare i rapporti con le famiglie anche con l'ausilio di mediatori interculturali [rapporti con le famiglie].

Le motivazioni della scelta effettuata sono le seguenti:

  • l'IPSIA “Primo Levi” intende intervenire nella realizzazione di progetti di integrazione partendo dall'istruzione professionale vista come motore di promozione sociale e come risposta alle esigenze del territorio;
  • L'istituto intende identificare le migliori soluzioni per apportare le dovute migliorie in itinere mediante un continuo confronto con famiglie e realtà produttive intervenendo a livello di “sistema”;
  • l'attività di istituto è volta a favorire il progetto di vita degli alunni che afferiscono al nostro istituto chiedendo una formazione professionale che consenta loro un agevole accesso al mondo del lavoro.

PAI (Piano Annuale per l’Inclusività)

Ogni studente è in realtà un bisogno educativo speciale, in quanto ogni persona è diversa dall’altra, con stili di apprendimento diversi; la diversità, che è un patrimonio della comunità, sottende diversi stili cognitivi, diverse modalità di apprendimento che implicano una didattica flessibile, inclusiva che non integri, ma includa gli studenti nel tessuto sociale. Il concetto di inclusione scolastica comporta non soltanto l’affermazione del diritto della persona ad essere presente in ogni contesto scolastico, ma anche che tale presenza sia dotata di significato e di senso e consenta il massimo sviluppo possibile delle capacità, delle abilità, delle potenzialità di ciascuno.

A seguito della Direttiva M. 27/12/2012 e C.M. n° 8 del 6/3/2013   il gruppo di lavoro composto da: il Dirigente Scolastico, gli Insegnanti di Sostegno, le Funzioni Strumentali, i Coordinatori di Classe, ha elaborato per l’Anno Scolastico 2015/16, il PAI “Piano Annuale per l’Inclusività”.

Il PAI costituisce quindi uno strumento di lavoro che viene rivisto annualmente e che si propone di indicare pratiche condivise tra tutto il personale all’interno della scuola, di facilitare l’inserimento degli studenti e di sostenerli nell’adattamento al nuovo ambiente e di sostenere e promuovere tutte le iniziative volte alla comunicazione e alla collaborazione tra scuola, AUSL, istituzioni ed enti locali. All’interno del PAI si trovano protocolli condivisi di carattere amministrativo-burocratico, comunicativo-relazionale, educativo e didattico e sociale.

Secondo la Direttiva 27/12/2012 del Ministero della Pubblica Istruzione "Strumenti d'intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l'inclusione scolastica" gli alunni con disabilità si trovano inseriti all’interno di un contesto sempre più variegato, dove la discriminante tradizionale non rispecchia pienamente la complessa realtà delle nostre classi. La Direttiva amplia l’area delle problematiche prese in considerazione: i deficit del linguaggio, delle abilità non verbali, della coordinazione motoria, dell’attenzione e dell’iperattività, nonché il funzionamento intellettivo limite, e introduce il tema dello svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale. Inoltre, con le successive note ministeriali, sposta definitivamente l’attenzione dalle procedure di certificazione alla rilevazione dei bisogni di ciascuno studente, “delinea e precisa la strategia inclusiva della scuola italiana al fine di realizzare appieno il diritto all’apprendimento per tutti gli alunni e gli studenti in situazione di difficoltà” (C.M. 6 marzo 2013), evidenzia il ruolo fondamentale dell’azione didattica ed educativa, e quindi il dovere per tutti i docenti, di realizzare la personalizzazione del processo formativo di ogni alunno, anche attraverso l’utilizzo, quando necessario, di misure dispensative e strumenti compensativi, con una “specifica attenzione alla distinzione tra ordinarie difficoltà di apprendimento, gravi difficoltà e disturbi di apprendimento”.

Il concetto di Bisogni Educativi Speciali (BES) si basa su una visione globale della persona che si accompagna efficacemente a quella del modello ICF della classificazione internazionale del funzionamento, disabilità e salute (International Classification of Functioning, disability and health) fondata sul profilo di funzionamento e sull’analisi del contesto, come definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, 2001).

Oggi, il termine “integrazione” scolastica è stato ormai racchiuso e sostituito dal termine “inclusione”: intendendo con questo il processo attraverso il quale il contesto scuola, attraverso i suoi diversi protagonisti (organizzazione scolastica, insegnanti, famiglia, territorio) assume le caratteristiche di un ambiente che risponde ai bisogni di tutti i bambini/ragazzi in particolare quelli con bisogni speciali.

Parlare della dimensione inclusiva della scuola significa perciò progettare un lavoro scolastico che consideri costantemente le implicazioni e gli esiti di tali relazione.

Offerte da ordinamento

diploma di qualifica regionale (III anno) – sistema IeFP (Istruzione e Formazione Professionale)

diploma quadriennale regionale (IV anno)

diploma di scuola secondaria superiore (V anno)

                                                                   

 

Allegati:
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